IL MARCHIO

 

Per definire le caratteristiche formali del marchio, ci siamo rivolti all’anima antica del territorio del Refosco di Faedis allo scopo di individuare un tema che poi, nel procedere delle cose, si rivelasse non solo elemento strutturale, forte e memorizzabile, ma consentisse soprattutto di centrare e diffondere l’allure comunicativa del prodotto, legato com’è, intimamente e indissolubilmente, all’area che lo esprime: una terra caratterizzata da andamenti suggestivi che echeggiano l’iconografia medievale, sia per la presenza di numerosi resti di castelli dell’epoca che per l’aspetto naturale delle alture dove sorgono, situate nel cuore dei Colli Orientali del Friuli.

 

Ciò spiega nel marchio il richiamo alla figura del merlo medievale, ghibellino non in riferimento alla storia ma in quanto segno della semplice fantasia e portatore di più ampie memorie. La forma a coda di rondine infatti, oltre a essere un disegno del coronamento dei muri perimetrali dei castelli, torri e palazzi dell’epoca a scopo di difesa, appartiene all’iconografia elementare richiamando due positivi archetipi: quello delle ali aperte in volo, che esprimono il desiderio di sublimazione dell’uomo, la ricerca dell’armonia interiore, il superamento dei conflitti profondi, e quello della forma delle colline che si elevano sulla valle con linee dolci, la prima manifestazione della creazione del mondo sul caos iniziale.
L’aquila, seconda e forte presenza, indica la capacità di innalzarsi sopra le nuvole e di fissare il sole, è simbolo celeste e solare assieme. Regina degli uccelli, rappresenta gli stati spirituali superiori, la percezione diretta della luce dell’intelletto e del cuore puro.

 

La figura perimetrale è il quadrato, simbolo della terra, del creato, della perfezione stabile, dell’intelligenza: forma assolutamente bella in sé, come diceva Platone, è propria di molti spazi sacri, altari, templi, città. In essa trovano evidenza e ulteriori significati le altre due forme descritte, che nel quadrato esprimono maggiore dinamicità e movimento.

 

Il logotipo è stato composto con caratteri di ispirazione medievale. La scelta, maturata dopo approfondite discussioni e proposte, è dovuta alla forza e all’immediatezza con cui il logotipo così disegnato invade e definisce lo spazio sia su bianco che su nero e alla definizione significativa e personale delle sue grazie, riproducibili nei vari formati richiesti dalle applicazioni d’uso del marchio. La duplice scrittura della “F”, oltre a enfatizzare, scomponendolo, la regalità del nome che sottende l’esclusività del prodotto, sottolinea una sua particolarità sonora, invitando anche a pronunciarlo accentuando la duplice presenza della effe, per risultare alla memoria ancora più tipico e riconoscibile.

 

I colori sono il rosso e il giallo. Il rosso è considerato quasi universalmente il primo colore, perché il più strettamente legato al principio della vita. È notturno, femminile, ha un forte potere di attrazione ed è il colore del fuoco centrale della terra e dell’uomo in cui si operano la maturazione dell’essere e la rigenerazione dell’opera. Il giallo, solare, è il colore della forza vitale, impulsiva e generosa, dell’ardore e della bellezza, dell’eros libero e trionfante, della giovinezza e dell’amore. È il più caldo, il più espansivo dei colori, difficile da spegnere e che oltrepassa sempre i limiti nei quali lo si vorrebbe confinare. È il colore della conoscenza e dell’intelligenza, dei raggi di luce, della vita e, come scrive Kandinsky, ha una tale tendenza al chiaro che non può mai esservi un giallo molto scuro.

 

Il marchio, nel suo quotidiano utilizzo, deve suscitare impressioni forti e positive che si fissano nel pubblico con processi soggettivi. La presenza di segni archetipi, o di antica e sedimentata simbologia, facilita e semplifica questo processo di introiezione e di assimilazione, indirizzando la memoria del consumatore ad ancorarsi al tema del prodotto, alle sensazioni sensoriali che provoca, alla tipicità che esprime coniugata con la specificità del territorio che lo emana, disegnando un binomio indissolubile e altrove irriproducibile.

 

da Sirio Tommasoli “Il marchio del Refosco di Faedis: caratterizzare l’immagine per ottimizzare visibilità e memoria del prodotto, contribuendo alla fidelizzazione del pubblico dei consumatori "